Clima


IL CLIMA ORGANIZZATIVO
Da un analisi degli studi effettuati sul clima organizzativo è possibile definirlo come l’insieme delle percezioni che gli individui che vivono e operano nell’ambito di un’organizzazione hanno dell’organizzazione stessa, in altre parole  è il modo in cui la persona, sotto l’influenza del suo/suoi gruppo/i di appartenenza, percepisce l’organizzazione, nei suoi aspetti strutturali, delle attività che vi si svolgono, delle relazioni che si instaurano.
In questo periodo storico, soprattutto in Italia, si avverte, nell’ambito lavorativo in particolare, un diffuso senso di disorientamento che aumenta soprattutto quando le speranze riguardo un miglioramento salariale,  professionale e della qualità della vita, vengono continuamente deluse.
Nelle organizzazioni aumenta l’incertezza pur promuovendo e incentivando nuovi incontri, fusioni, alleanze, ma, anche nuove conflittualità e separazioni, perciò le strategie di investimento diventano più precarie aumentando le ansie e le instabilità emotive. L’ansietà insita nelle organizzazioni è legata quindi ai temi della vulnerabilità, della provvisorietà.
E’ molto importante considerare il clima psicologico e relazionale, perché può determinare disagi emotivi e psicopatologie.
L'impatto degli stressors  lavorativi e la risposta personale risultano modulati da come la persona stessa percepisce i fattori di stress. Le caratteristiche del lavoro che sono più facilmente associate con lo stato di stress sono:

  • Il sovraccarico lavorativo.
  • La monotonia delle attività svolte.
  • L'insufficienza o la mancanza di un riconoscimento o di una ricompensa per una buona prestazione.
  • La presenza di eccessive responsabilità.
  • L'ambiguità di ruolo. Mancanza di informazioni chiare a proposito delle condotte lavorative da adottare e imprevedibilità delle conseguenze delle proprie attività.
  • L'insoddisfazione, la mancanza di realizzazione personale.
  • L'essere oggetto di pregiudizi, minacce, vessazioni. Queste situazioni portano a ciò che viene definito "mobbing".
  • Il conflitto con i colleghi o con i superiori. Mancanza di accordo con i colleghi di lavoro circa le procedure lavorative e interferenze di ruolo.

Il conflitto all'interno di un gruppo di lavoro si manifesta quando persone, che per la natura del loro lavoro dipendono l'uno dall'altro, hanno punti di vista diversi, interessi o obiettivi diversi o addirittura contrastanti.
A seconda di come è gestito il conflitto all'interno del gruppo può divenire costruttivo o distruttivo. Il conflitto distruttivo si contraddistingue da un modo di comunicare competitivo in cui ciascun membro del gruppo cerca di influenzare gli altri semplicemente allo scopo di avere ragione riguardo alle proprie idee, le proprie soluzioni e punti di vista. Si crea dunque un tipo di rapporto, vincere-perdere, in cui c'è chi perde e c'è chi vince. Un risultato evidente di queste dinamiche è il rapido deteriorarsi del clima aziendale e delle relazioni interpersonali. E' una comunicazione caratterizzata da: il valutare; il giudicare; la superiorità dell'uno nei confronti dell'altro; un modo di pensare e di vedere le cose solo da una prospettiva con un atteggiamento di certezza e rigidità. Così come questo modo di comunicare mina alla base le relazioni interpersonali, interferisce anche nella produttività, nell'efficacia e nell'efficienza del lavoro di gruppo.
Il conflitto costruttivo è presente quando i membri di un gruppo di lavoro sono consapevoli del fatto che il disaccordo è un aspetto naturale all'interno delle dinamiche di gruppo, anzi può essere un fattore chiave al raggiungimento dei loro obiettivi comuni.  Questo tipo di atteggiamento si riflette in un modo di comunicare caratterizzato dalla cooperazione: si ascoltano le idee e le opinioni degli altri con attenzione, interesse e positività. La comunicazione viene utilizzata per mettere in evidenza gli obiettivi comuni ai membri del gruppo ed i fattori che li accomunano. E' in questo contesto che le persone si sentono a loro agio nell'esprimere il proprio pensiero e partecipano attivamente e costruttivamente alle attività di gruppo. Per questi motivi il conflitto costruttivo è un fattore importante all'efficacia del lavoro di gruppo. Raggiungere questo tipo di contesto non è sempre semplice perché è innanzi tutto necessario vincere fonti di orgoglio ed egocentrismo individuale e cercare in modo attivo di riconoscere l'importanza del contributo di ogni singola persona stimolandone l'attiva partecipazione.